TransCivetta Karpos 2015


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Siamo ormai di casa a questo consueto e consolidato appuntamento estivo di corsa in montagna, e anche quest’anno alcuni dei nostri atleti hanno deciso di cimentarsi in questa faticosa corsa.

Per chi ancora non avesse avuto modo di prendere parte a questa splendida corsa, la TransCivetta è definibile come un trail di discreta complessità, posto nel mezzo delle Dolomiti e precisamente tra la valle Agordina e la Val di Zoldo passando per la val Corpassa e la val Civetta. La particolarità storica di questa corsa è data dal fatto che la si corre in coppia. Perché parliamo di particolarità storica? Fondamentalmente quella di quest’anno era la 35° edizione, dunque stiamo parlando di una corsa affermatasi svariati anni fa.

Quella di quest’anno è stata un’edizione davvero particolare, caratterizzata soprattutto dall’introduzione del riscontro cronometrico a cura di TDS e dal bel tempo con temperature (decisamente sopra la media) che in alcuni casi hanno causato qualche disagio. Durante lo svolgimento della corsa infatti abbiamo preso notizia del recupero di un paio di coppie di concorrenti per esaurimento fisico, immaginiamo quali possano essere state le cause…

Ma parliamo di ciò che di più bello ci regala questa corsa: il percorso.

Esso si svolge su una distanza di 23km e compie un dislivello piuttosto importante, si parla infatti di un dislivello positivo di circa 1900m e di un dislvello negativo di circa 1100m. La partenza è fissata a Listolade una frazione del comune di Taibon Agordino, mentre l’arrivo è disposto nell’ampio spazio di Piani di Pezzè, appena sopra le seggiovie che salgono dal centro di Alleghe.

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Dal via – ricordiamo che il punto di partenza è situato a 705m.s.l.m – si sale per i primi 3/4 km su percorso asfaltato con una leggera pendenza (D+450m), fino a raggiungere il rifugio Capanna Trieste situato nella val Corpassa a 1150 m.s.l.m. Da qui a poco in avanti, si passa quindi su fondo sterrato che inizialmente rimane per un paio di km ancora abbastanza “veloce” senza troppa pendenza e troppa roccia, dopodichè si comincia a fare sul serio! Il percorso quindi comincia ad impennarsi su un fondo più difficoltoso ricco di ghiaia e roccia, compiendo svariate curve a gomito che permettono di guadagnare quota (D+565 circa) sino a raggiungere il secondo ristoro posto al rif. Vazzoler a 1714m.s.l.m più o meno su una distanza di 8km dalla partenza. Lasciando il rifugio alle nostre spalle si segue su un piccolo tratto di bosco (all’ombra fortunatamente per noi quest’anno!) piuttosto pianeggiante dove troviamo dei piccoli sali scendi per poi riprendere con il sentiero roccioso che sale passando per le “case Favretti” sotto alla torre Venezia sino alla Sella di Pelsa (D+240) a 1954m.s.l.m. Raggiunta la sella si può tirare un sospiro di sollievo e scendere su un tratto di percorso (1,5km circa) il cui contesto è davvero molto suggestivo. Ci si trova praticamente in mezzo ad una vallata a correre su un prato erboso in cui alla nostra destra svetta la parete ovest del Civetta.

sella

Dopo questa breve “tregua” però, arriva nuovamente la salita … e che salita! Si tratta dell’ultimo tratto davvero impegnativo, dove si percorre la presa che porta al rifugio Tissi. Questo tratto relativamente corto in termini di distanza ha d’altro canto una discreta pendenza che ci permette di compiere un balzo di circa 406m per portarsi a quota 2280m.s.l.m. Poco prima del rif. Tissi troviamo il punto di punzonatura dove viene verificata la presenza di tutte le coppie in gara, dopodichè ci si può ristorare al Tissi, che a nostro modesto parere è un gran bel ristoro!

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Giunti a questo punto siamo a tre quarti dell’opera – più o meno al km 14 di questa corsa – ma non bisogna sottovalutare la strada che rimane da percorrere. Svariati atleti infatti, subiscono il maggior numero di infortuni da qui in avanti. Questo purtroppo è spesso dovuto al fatto che appena si intravede la discesa dopo tanta fatica, ci si fa prendere la mano forzando il ritmo. Non ci si deve mai dimenticare però (soprattutto chi non è abituale in montagna) che dopo cotanta fatica i muscoli delle nostre gambe tendono a “riempirsi” di acido lattico e il tempo di reazione dovuto alla nostra stanchezza fisica è decisamente inferiore. Scendere a passi piccoli e veloci tra le roccie diventa quindi qualcosa di non banale! Ma continuiamo con il percorso ..

Dal Tissi si ha la prima vera discesa (da percorrere con calma per chi non è esperto!) su sentiero prevalentemente roccioso che scende per circa 270m, per poi ricominciare verso l’ultima salita che percorre tutta la parete ovest del Civetta fino a giungere alla forcella Col Negro.

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Successivamente, si scende al lago Coldai per poi risalire per qualche decina di metri fino alla forcella Coldai (2192mslm) la quale ci permette di assaporare un paesaggio mozzafiato. Da qui in avanti troveremo solo discesa!

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Con il lago alle nostre spalle si scende al rif. Coldai dove troviamo l’ultimo ristoro prima di giungere al traguardo. Qui, se vi avanzano due secondi di tempo, appoggiatevi allo steccato del rifugio e voltate la testa verso destra, potrete ammirare la val di Zoldo oltre che all’imponente m.Pelmo che vi troverete davanti.

Riforniti e rilassati, ora vi aspetta l’ultimo tratto di percorso che scende dal rif.Coldai sino alla casera Pioda e successivamente proseguendo sulle piste da sci, sino al traguardo a Piani di Pezzè!

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