MASSAGGIO SPORTIVO: CAPRICCIO O NECESSITA’?


Benvenuti a tutti!

Per la prima volta affrontiamo insieme un argomento d’interesse comune, ed è bello aprire la porta con il mondo del massaggio. Sportivo.

Già il termine “massaggio” predispone la mente ad accogliere uno stato di benessere fisico e psichico, al pensiero di sdraiarsi su un lettino e lasciare che qualcun altro si prenda cura di noi già il nostro viso si distende e la nostra bocca abbozza un sorriso.

La domanda è: serve davvero? Oppure è solo, e già questo non è comunque cosa da poco conto, una coccola che ci sentiamo di meritare dopo la fatica svolta?
Tradotto: il massaggio sportivo migliora la capacità di prestazione?

Prima di dare una risposta voglio accompagnarvi a conoscere il nostro ospite così da trarre insieme le conclusioni, perché è giusto sapere come funziona il nostro corpo e le attenzioni a cui lo sottoponiamo.
Il massaggio sportivo può essere effettuato in tre momenti: pre-gara, infra-gara, post-gara.
Il massaggio di preparazione immediata allo sforzo ha una funzione di riscaldamento, in quanto “risveglia” il sistema neuro-muscolare preparando i muscoli ad uno stato di ricettività tonica, ovvero pronti a contrarsi con la massima velocità e forza, mette in funzione l’apparato cardio-circolatorio, e favorisce la vasodilatazione dei micro circoli muscolo-tessutali che fungono da mezzo di trasporto per il nutrimento necessario alla contrazione muscolare.
Il trattamento deve essere rapido per stimolare le fasce più superficiali della muscolatura e di breve durata, massimo 5-10 minuti. A tal proposito il ritmo dovrebbe sovrapporsi il più possibile al ritmo del gesto atletico, ossia molto rapido per lo scattista, rapido e continuativo per l’atleta di endurance.
Voglio sottolineare che rimane comunque un mezzo complementare che non va a sostituire gli esercizi di riscaldamento muscolare attivo e articolare che hanno una funzione primaria anche preventiva anti infortunistica, poiché ricordo che più i muscoli sono “caldi” minore è la probabilità di traumi e maggiori sono le possibilità di una buona prestazione nelle gare.

Il massaggio infra-gara non si pratica spesso ma solo in caso di necessità. È utile per ripristinare la condizione fisiologica dei muscoli sottoposti allo stress agonistico, aiutando l’eliminazione dei cataboliti (acido lattico e altre sostanze di scarto) prodotti dal muscolo stesso durante lo sforzo.

Il massaggio post-gara viene utilizzato per alleviare lo stato di affaticamento, dolori, fastidi articolari e muscolari accelerando lo smaltimento dei cataboliti.
Per favorire al massimo questo processo il massaggio sportivo va effettuato da 30 minuti fino a 4 ore dopo la gara o l’allenamento e non deve superare i 40 minuti per non affaticare ulteriormente l’atleta, è fondamentale usare manovre di drenaggio, sfioramento e impastamento lento per migliorare la circolazione ematica e linfatica portando più ossigeno ai muscoli.

Un massaggio defaticante, con manovre più profonde, utile ad accelerare i tempi di recupero ed assicurare la piena funzionalità dell’apparato muscolo-scheletrico, è consigliato dopo 24-48 ore dall’impegno agonistico quando, passato il dolore muscolare, l’organismo è pronto a rilassarsi.

Giunge quindi il momento di trarre le nostre conclusioni…. Se non sono stata troppo noiosa e siete arrivati con me fino alla fine di quest’articolo, avrete capito che ruolo fondamentale riveste il nostro ospite. Sia in ambito professionistico che dilettantistico, il massaggio, oltre a favorire il miglioramento della prestazione sportiva, prepara l’atleta e previene gli infortuni, insomma: affianca l’atleta in tutto il suo percorso tendendogli la mano… l’afferiamo??? Di corsa!!!

Questo prezioso contributo ci stato preparato dalla nostra Jessica, che fa del massaggio un lavoro. Grazie mille 🙂

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