IVAN IL GRANDE 3


Non avevamo dubbi sulle doti di Ivan, ma questa volta si è davvero superato piazzandosi secondo ai campionati italiani di Ultratrail chiudendo la prova (The Abbots Way Ultra Trail ) in 14 ore 28 minuti e 3 secondi. Si avete capito bene, la prova è durata più di mezza giornata visto che c’erano da coprire 125 km e oltre 5500 metri di dislivello nelle valli piacentine.
Credo possiate condividere il nostro malcelato entusiasmo, sfiorare la vittoria in una simile gara lancia Ivan (e con lui tutta la San Rocco) tra gli specialisti di questa massacrante disciplina. Ivan, se ricordate i post precedenti, si era preparato con scrupolo per questo evento senza però sbandierare mai grandi proclami (anche se noi sotto sotto ci speravamo) e si è presentato al via sicuro di potersi giocare le sue carte e infatti così è stato. Il lavoro e la serità negli allenamenti premiano sempre!

Ivan avrà modo di raccontarci con calma i dettagli di questa cavalcata senza fine ma intanto godiamoci la foto del podio, Ivan sei davvero un Grande!


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3 commenti su “IVAN IL GRANDE

  • Alexander Geronazzo

    Ciao a tutti. Io ero lì a presentare la manifestazione. Alcune note per dovere di cronaca che evidenziano ancor di piu’ la qualità del risultato.
    A vincere , in 14 ore e 14 minuti è stato Stefano Ruzza, giovane varesino tra i piu’ cristallini talenti italiani nell’ultratrail.
    In gara la partenza era dalla provincia di Massa Carrara, per la precisione a Pontremoli. Lì gli atleti hanno potuto assistere al briefing nel celebre teatro Dellarosa, sede originaria del premio letterario Bancarella, nel quale hanno recitato i grandi dell’arte, della musica e della scrittura. La partenza è stata data alle ore 8 da un ponte di origine medievale, con sullo sfondo il castello del Piagnaro.
    E proprio un secondo castello, quello di Bardi in provincia di Parma, reso celebre dalla documentata presenza del fantasma di Moroello, ha fatto da linea di mezzeria della gara, al 65° km.
    L’ultima provincia solcata è stata quella di Piacenza, con arrivo a Bobbio, città darte famosa per ospitare le spoglie e l’Abazzia di San Colombano, profondo conoscitore e scopritore della via degli abati irlandesi, The Abbots Way appunto.
    A un chilometro dall’arrivo gli atleti attraversavano il ponte Gobbo, altro manufatto d’epoca pre romanica, nei pressi del quale le legioni romane furono sconfitte dal prode Annibale.
    Ivan ha fatto una gara magistrale, tenendosi sin dall’inizio nelle prime posizioni, ma senza strafare e trovando un buon compagno sino oltre metà gara in Fabio Granzotto, poi quinto al traguardo.
    Un paio di note auree. Ivan a 18 km dall’arrivo, prima dell’ultima grande discesa aveva un solo minuto di distacco da Ruzza che avvedutosene ha poi allungato ma è da dire che il vostro atleta aveva dal 95° al 110° km operato una progressione entusiasmante , recuperando posizioni in progresso continuo.
    Il valore dell’impresa è anche da sottolineare per l’improba fatica sostenuta su un terreno melmoso, con tempo inclemente e venti forti non solo in quota.
    Nell’ambiente Ivan ha destato sorpresa ed encomi, probabilmente non conoscendo il suo recente passato su terreni similari e dislivelli con conformazione geologica simile. Io ero presente e posso dire che il primo ha fatto una gara ineccepibile, ma Ivan peraltro precedendo lo svizzero Schneider che quì aveva vinto due volte ed è un atleta tra i migliori in Europa, ha ricamato una prestazione da antologia. Tenetevelo ben stretto . Alex

  • Alexander Geronazzo

    PS: da destra nella foto sono Francesca Canepa la valdostana , vincitrice femminile, Cinzia Bertasa (bresciana, azzurra di ultratrail), Stefano Ruzza (atl.San Marco Varese), LUI, Gianluigi Ranieri (team Tecnica), Katya Fori, parmense, azzurra di ultratrail, in forza alla Kinomana Sky Running.