Gianluca e il suo lungo Cammino.


Vi starete chiedendo: ma Gianluca chi? … Oggi vogliamo parlavi di una piccola quanto grande persona che la nostra squadra ha l’onore di avere tra i suoi atleti. Il suo nome è Gianluca Mengardo ed è parte del nostro gruppo da relativamente poco tempo, diciamo dall’inizio di quest’anno.

Gianluca è una persona per lo più riservata e molto composta, dal carattere positivo il cui spirito di squadra si è fatto sentire fin da subito. Nel giro di poco tempo abbiamo potuto conoscerlo un po’ meglio e, tra una chiacchera e l’altra, abbiamo potuto cogliere alcune esperienze del suo trascorso che riteniamo interessanti e che senza dubbio contribuiscono positivamente allo spirito della nostra squadra.

In particolare ci riferiamo al suo passato da atleta. Già, perché Gianluca 24 anni compiuti lo scorso Marzo, arriva dall’ambito ciclistico professionistico al quale ha dato molto e per il quale, per varie ragioni che non stiamo a raccontarvi, ha deciso di “staccare la spina”. La lontananza dalle competizioni e dalle lunghe fatiche trascorse in passato però, gli hanno bussato presto la porta e così ha deciso che si, era tempo di ricominciare con qualcosa che non fosse così pressante come l’ambiente agonistico, ma che lo rimetesse in moto da amatore.

Et voilà eccolo tra di noi!

Gianluca-Mengardo

Chi ha avuto modo di scambiare qualche parola di più con Gianluca avrà certamente colto che il suo intento non è più quello di battersi al limite per la prestazione, ma ciò che vuole davvero è divertirsi e stare bene con i propri compagni.

In vrtù di questo e di un’impresa che ha voluto lui stesso affrontare e raccontarci abbiamo deciso di dedicargli questo breve articolo.

Di seguito il racconto di Gianluca e del suo lungo cammino, il Cammino di Santiago di Compostela. Un cammino, senza dubbio alcuno, dal significato profondo che probabilmente non tutti siamo ancora in grado di cogliere e che richiede del resto un sforzo psico-fisico considerevole.

camino-de-santiago-gianluca-mengardo

Ho visitato varie volte la Spagna durante la mia carriera ciclistica ma mai avevo avuto l’opportunità di viverla così da vicino e così profondamente come succede lungo il cammino di Santiago di Compostela.
Sono partito da Roncisvalle che è la prima tappa in terra spagnola e devo dire che passato l’entusiasmo iniziale, mi sono abituato fin da subito ai nuovi ritmi. Devi confrontarti con tanti piccoli problemi, che possono essere tendiniti dovute all’eccessivo sforzo, il clima non favorevole, o le più banali vesciche che non mancano mai. Non sei mai preparato su ciò che troverai durante il cammino; vedi paesaggi stupendi, cammini ore e ore su strade e su sentieri sterrati in mezzo al nulla con il solo obbiettivo di trovare un posto per mangiare e dormire. Lungo il percorso c’erano giorni in cui non ero mai solo, davanti o dietro a me c’era sempre un altro pellegrino, altri giorni invece sembrava un deserto. La cucina tipica di ogni regione, la loro cultura e l’ospitalità delle persone è sorprendente. Ci sono uomini che dedicano la loro vita all’accoglienza dei pellegrini, costruendo un tetto sicuro dove dormire e procurando buon cibo da mangiare, solo per il piacere di farlo. Ho dormito in dormitori comuni, in ostelli, e addirittura una notte mi sono ritrovato a dormire con il sacco letto sopra un altare di una piccola chiesa.
La giornata tipo prevedeva la sveglia molto presto intorno alle 5-5,30 del mattino in modo da approfittare delle ore più fresche della giornata e arrivare a destinazione nel primo pomeriggio.
Il mio zaino pesava sui 7/8kg acqua inclusa e dal punto di vista fisico diventa faticoso il procedere considerando che è uno sforzo continuativo giorno dopo giorno. C’erano giornate in cui riuscivo grazie al tempo e all’altimetria favorevole a raggiungere i 40/45 km giornalieri dopo 8-10 ore, ma quando si trattava di percorsi di montagna o con giornate continue di pioggia naturalmente il chilometraggio scendeva.  È stata una grandissima soddisfazione arrivare a Santiago di Compostela dopo 19 giorni e soprattutto dopo 780km, anche se il caos della grande città dopo tutto quel tempo di solitudine, mi ha scosso un po’.
Non posso dire che sia stato semplice, ma con la giusta motivazione e coraggio da un’esperienza come questa ho ricavato molto. Soprattutto perché per la prima metà del percorso con me c’era mio papà. Ho scelto di condividere questa esperienza con lui, ed ora che tutto è finito credo si stata la miglior cosa che potessi fare. Il cammino lega ancora di più le persone tra di loro, ti permette di star solo senza mai sentirti solo e ti insegna a vivere le cose con tranquillità e serenità.

gianluca-e-ivano-mengardo

Che altro dire … Grande Gianluca, grazie di far parte della nostra squadra!

camino-de-santiago

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diciotto − dodici =