Cuore, Carattere, Calma.


Il Corriere dello Sport ha scritto: “Ventunesima edizione della Maratona di Roma avversata dalle difficili condizioni meteorologiche: freddo, vento in alcuni tratti, pioggia che ha reso dura la vita a tutti. (…) E’ stata una corsa dura per podisti caratterialmente dotati, capaci di non arrendersi e di lottare dal primo all’ultimo metro”.

La maratona di Roma è stata il mio primo impegno agonistico del 2015.

Ho saltato la mezza maratona del Cima di Conegliano per un attacco febbrile. Il lungo insieme alla squadra in preparazione alla maratona è stato un allenamento di soli 18 km alla “4 passi in campagna” di Borbiago con vento e pioggia, privo di convinzione, con le gambe bloccate e la mente assente. Questo crollo motivazionale e fisico mi lasciava presagire un’esperienza disastrosa in questa maratona.

Poi, grazie ad un colloquio con Paolo, mi sono convinto a fermarmi un attimo, a “resettare” la mente e ritrovare il carattere, le motivazioni e soprattutto la voglia di correre.

Sono arrivato a Roma deciso a visitare la città come un qualsiasi turista e non come un atleta che doveva affrontare una corsa importante e difficile. I due giorni che hanno preceduto la maratona sono stati bellissimi a livello culturale e gastronomico, anche se accompagnati da un frequente malumore e da cattivi pensieri riguardo alla corsa imminente.

Finalmente arriva il giorno della Maratona.

Mi sveglio alle sei e fuori dalla finestra vedo cadere a dirotto la pioggia. Per non farci mancare nulla soffia un bel vento freddo (ci sono ben 10 gradi).

Arrivo alla partenza insieme ad altri 15000 maratoneti provenienti da tutto il mondo, di età tra i 18 e gli 86 anni, tutti motivati e desiderosi di iniziare e portare a termine la Maratona più prestigiosa d’Italia.

francesco-artusi

Io mi schiero in ultima griglia, con l’unico obiettivo di arrivare al traguardo e guadagnare la medaglia di finisher. Mi sento tranquillo, stranamente privo di pressioni e con la mente libera.

Inizio la gara: per i primi 10 km seguo il palloncino delle 4h15’, passo tranquillo intorno ai 6’00/km. Purtroppo al km 8 si rompe il gancio del pettorale a causa del vento, ma io non demordo e continuo col mio passo facendo attenzione a non rompere irreparabilmente il pettorale di gara.

Al km 11 decido di aumentare il ritmo e superare il palloncino delle 4h15’: più passano i km, più le mie sensazioni sono buone, le gambe rispondono positivamente, le fermate ai ristori e agli spugnaggi sono regolari, tutto procede senza problemi mentre la pioggia e il vento continuano incessanti.

Al km 25 spunta un pallido sole, io continuo a correre con regolarità e a godermi lo splendido paesaggio che regala la maratona di Roma.

Taglio il traguardo con il real time di 4h09’32”, un tempo insperato vista la preparazione dei mesi precedenti. Il mio corpo è stanco per lo sforzo ma in buone condizioni e mi lascio andare ad un pianto liberatorio frutto dell’emozione e della soddisfazione per l’impresa portata a termine.

Ci vediamo alla prossima maratona. Forza San Rocco e grazie a tutti per il sostegno morale.

francesco-artusi-roma-2015

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